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mercoledì 27 febbraio 2013

Quello che ci conferma questa tornata elettorale

di Militant

“Un risultato schizofrenico: l’Italia ha attraversato la crisi e affrontato i sacrifici imposti dalle misure di risanamento con più compostezza, con meno proteste e tensioni sociali degli altri paesi europei. Poi, al momento di votare, ecco che il paese che era considerato tra i più europeisti, premia un movimento anti-UE come quello di Grillo e la coalizione di Berlusconi, sotto l’effetto di impulsi populisti e di ostilità nei confronti di Bruxelles”.  Firmato: Charlie Kupchan, politologo statunitense del Council on Foreign Relations.
Iniziamo da queste parole, lette oggi sul Corriere della Sera, che da sole confermano tutto ciò che andiamo dicendo da anni, che abbiamo detto il giorno stesso delle elezioni, e che la cosiddetta “sinistra radicale” continua a non capire, chiudendosi nel suo ostinato quanto sprezzante tentativo di aggirare la realtà provando a chiedere un voto basato sul nulla. Voto che ne ha decretato l’ulteriore scomparsa da qualsiasi orizzonte politico. Un accanimento terapeutico, questo, a cui avremmo tutti il dovere di porre fine con una significativa eutanasia per impossibilità di rianimazione.
L’assenza di qualsiasi organizzazione politica che sappia stare nelle lotte sociali produce assenza di conflitto politico. Le varie forme di conflittualità che emergono rimangono infatti ferme allo stadio vertenziale, prive di qualsiasi prospettiva che possa incidere sui meccanismi del potere.
Lo capiscono anche gli ideologi del capitalismo: in Italia non esiste conflitto politico, ed è per questo che ancora una volta la sinistra rimane fuori da ogni ipotesi di rappresentanza (d’altronde, se ci fosse conflitto, non ci sarebbero magistrati in cerca di consenso a sinistra). Quello che ci sembra però palese, e che riesce a capire anche il politologo statunitense con una brillante sintesi, è che l’assenza di conflittualità politica non nasconde il malessere e i bisogni che larga parte della popolazione vorrebbe esprimere. E infatti, il vero vincitore delle elezioni politiche nazionali del 2013 è il partito anti europeo, espressione del sacrosanto risentimento dei lavoratori italiani contro la perdita di potere delle istituzioni democratico-borghesi in favore di una serie di enti tecnici sovranazionali. Il fatto che questo risentimento non trova sbocchi politici a sinistra, non impedisce certo di emergere. Le praterie politiche apertesi da alcuni anni a questa parte vengono perciò raccolte da Grillo e da Berlusconi, due diverse forme di destra liberale, una anarco-liberista e una altra conservatrice populista.  Nel mondo del lavoro l’Europa è assimilata al mercato, al liberismo galoppante, alla perdita di potere d’acquisto. Continuare a difendere questa Europa significa allinearsi al gruppo di potere che determina questo modello di sviluppo. Gli elettori lo hanno capito, anche se poi l’assenza di organizzazioni politica produce una risposta che in realtà va nella direzione opposta a quella che questo risentimento presuppone.
Quelli che non l’hanno capito, come il PD, perseverano nel loro errore. Il giorno dopo infatti subito si sono levati gli strilli di chi proclama “se ci fosse stati Renzi”, non capendo che i votanti hanno bocciato proprio quell’ipotesi lì, e cioè l’ipotesi europeo-liberista. Infatti è proprio il tracollo di Monti a confermare che la gente non ne vuole più sapere di Euro, di Europa, di spread, di moderazione, di controriforme sul lavoro e di imposto risanamento del debito. E l’Europa è un problema evidentemente non in quanto espressione geografica o insieme di popoli, ma come struttura burocratico finanziaria identificata come struttura di potere che ci impoverisce. Una sinistra di classe dovrebbe non solo confermare questa visione delle cose, ma smascherare tutti quei soggetti politici protagonisti di questa costruzione dell’Europa liberista, che oggi si oppongono a parole all’Europa “germanocentrica” ma che in realtà conviene a tutti. L’Europa liberista è solo il riflesso della serie di governi liberisti che ci hanno governato in questi anni. L’elettore medio rifiuta questa Europa, ma l’assenza della sinistra impedisce di vedere i veri nemici in patria, cioè quelle formazioni politiche complici della crisi. La soluzione infatti non è disfarsi dell’Unione Europea (che invece potrebbe essere un percorso di condivisone politica importante), ma stravolgere quei meccanismi che consentono alle strutture europee di esercitare quella sorta di governo “ombra” su tutti gli altri Stati.
Dire Europa, oggi, significa dire mercati sovranazionali, neoliberismo, capitalismo tecnocratico. Significa, insomma, confrontarci col nemico. Ogni discorso che non prende posizione su questo argomento viene visto come colluso a tali politiche, e perciò bocciato. La coscienza dei lavoratori è in realtà molto più avanti, da questo punto di vista; e i discorsi “ragionevoli” dei vari soloni della “sinistra” riproducono in tutto e per tutto il percorso di quei dirigenti socialdemocratici della seconda internazionale, che “ragionevolmente” decisero di appoggiare la Guerra per ragioni d’opportunità nazionale, contro quelle stesse masse che morivano al fronte. Oggi non c’è la guerra ma quel paradigma rimane, e l’opportunismo dei dirigenti politici riformisti è ancora il dato dal quale ripartire.
Ha perso Monti e ha perso quel PD che ricercava proprio in Monti il suo alleato, confermando senza mezzi termini che è stato un voto contro i sacrifici imposti dai mercati e le politiche d’austerity. Che poi i voti siano andati a chi quelle politiche ha contribuito a imporle, come il PDL, ci dice piuttosto del vuoto politico a sinistra. Sono bastate due battute di Berlusconi su Merkel e IMU a recuperare tutto lo svantaggio da cui partiva a Gennaio. Il che la dice lunga anche sul ruolo dei mezzi d’informazione. Ancora una volta, è la televisione ad informare gli italiani, l’unico strumento d’informazione di massa e capace di orientare il voto. Anche questo sarebbe bene capirlo da subito: non sono né le “nuove tecnologie”, né forme alternative di comunicazione a raggiungere od orientare il pensiero della popolazione (semmai, le nuove tecnologie orientano il pensiero di ristrette cerchie sociali delle quali facciamo parte anche come militanti politici). Anche Grillo, formalmente utilizzando la rete, deve la sua popolarità al riflesso mediatico e televisivo che hanno le sue sparate, e molto meno alla sua presunta presenza in rete. Se c’è una cosa che tutti dovremmo imparare dal comico genovese, è proprio la sua capacità di utilizzare i media. Piegandoli ai suoi obiettivi, è stato capace di presenziare tutti i giorni in televisione senza esserci, ha parlato a tutti i programmi d’approfondimento senza presenziare, insomma ha sfruttato il mezzo senza pagarne le conseguenze di chi lo sfrutta, anzi prendendone le distanze, schifandolo, ma occupandolo con il suo personaggio.
L’altro grande vincitore delle elezioni è il non voto. Sono state le elezioni meno partecipate della storia della Repubblica. Il 25% degli elettori ha deciso di non votare, di non avallare un sistema che ha perso ogni sua credibilità. In questo 25% c’è ovviamente di tutto, a partire dal menefreghismo e dal qualunquismo tipico di ogni contesto sociale. Ma la tendenza in corso da diversi anni è netta: l’astensionismo cresce ad ogni elezione, il distacco di larga parte della popolazione dalle manfrine parlamentari è sempre più evidente, e fa il paio con un certo voto di protesta dato a Grillo. L’”americanizzazione” della situazione elettorale è sempre più evidente. Il partito più votato, quello di Grillo col 25%, rappresenta il 25% del 75% dei voti, cioè neanche il 18%. Se a questo togliamo i voti nulli, bianchi o non validi, quel 18% reale si assottiglia ancora di più, smascherando il presunto appoggio di massa tanto a Grillo quanto agli altri partiti. Tutto il resto del carrozzone segue a ruota, e in dati numerici assoluti questo conferma che nessuna forza politica ha un suo radicamento sociale, ha una suo zoccolo duro, una sua classe di riferimento. La Lega Nord, tanto decantata espressione di un determinato ceto sociale, ha il 4% del 75% dei votanti. E’ espressione del nulla, insomma, anche se le analisi dei sociologi o politologi di turno continuano a indicarla come l’organizzazione della piccola borghesia del nord.  La piccola borghesia, semmai, ha votato proprio Grillo, rendendo palese la sua collocazione di classe e i suoi riferimenti sociali.
Chiudiamo parlando del vero sconfitto – forse l’unico – in una elezione in cui hanno vinto tutti ( a parole, nei fatti a parte Grillo tutti hanno perso voti), e cioè il lavoro. Scomparso dalla campagna elettorale, dalle visioni strategiche di ogni partito, dall’orizzonte politico delle varie sinistre, in questi mesi i politici hanno parlato di tutto tranne che di lavoro. Crescita, tasse, IMU, giustizia, Europa: nessuno ha presentato un programma o fatto campagna elettorale fra i lavoratori. E questo mondo si è adeguato, scomparendo dal panorama politico e ricomponendosi elettoralmente sotto altre forme. Le fantasiose praterie che si dovrebbero aprire a sinistra, di cui tanti parlano ad ogni elezione tribolata come lo è stata quest’ultima, non riusciremo mai ad attraversarle se non tornando a fare l’unico compito che dovrebbe avere una rappresentanza di classe a sinistra: organizzare e rappresentare il mondo del lavoro dipendente salariato. Tutto il resto è fumo negli occhi, distogliere l’attenzione, parlare d’altro, adeguarsi alle retoriche dominanti. Il cuore della nostra politica è ancora lì, e continua a non avere rappresentanza.

domenica 24 febbraio 2013

questo a senso adesso raccontare adesso (18) di Paolo Barnard

18

Voto lo sciopero generale ad oltarnza di Gianni Lannes dal blog SU LA TESTA


23.2.13

Ci maltrattano come servi stupidi. Dal 1948 questo è l’appuntamento elettorale più fasullo della storia repubblicana italiana. 
La Costituzione (mai applicata nei suoi dettami) è stata annullata nel 2009 con l’entrata in vigore del Trattato internazionale di Lisbona, approvato da tutti gli aspiranti governanti di oggi. La stessa legge elettorale è incostituzionale ed antidemocratica. 

Il Parlamento tricolore non conta più nulla da un bel pezzo: infatti è stato esautorato senza colpo ferire, nella silenzio dei mass media già asserviti, e nella disattenzione totale.

L’Italia è un Paese a sovranità azzerata. E’ stato annesso agli Stati Uniti d’America già dal 3 settembre 1943 con l’armistizio di Cassibile (soprattutto alla voce clausole segrete) e poi definitivamente soggiogato con il BIA del 1954 con annessi e connessi accordi segreti tra il governo italiano ed il padrone USA.

Tra l’altro, i dittatori di Washington hanno imbottito la nostra terra ed i nostri mari di ordigni ed armamenti nucleari e chimici,  proibiti dai trattati internazionali.

Ci usano come sudditi analfabeti che al massimo possono mettere una croce su candidati designati dal sistema di potere, compreso il movimento 5 stelle dell’eterodiretto Grillo, adottato in tempo utile dalla Casa Bianca (si legga il rapporto dell’ambasciata Usa del 4 aprile 2008). 

Oggi questa sovranità è stata vanificata dal prevalere di interessi che sistematicamente trascurano e calpestano il bene comune, a vantaggio della conservazione dei privilegi di pochi. Accade così che milioni di lavoratori, insegnanti, professionisti, pensionati, studenti, giovani disoccupati e precari, artigiani, piccoli e medi imprenditori, disabili, malati cronici, debbano pagare i costi di una crisi di cui non sono responsabili, mentre un pugno di finanzieri, avidi prenditori, manager senza scrupoli, speculatori , avventurieri della finanza continuano ad appropriarsi di risorse che sono di tutti. 

Mai , dal dopoguerra ad oggi, la disuguaglianza tra i ceti sociali è stata più marcata. Mai abbiamo percepito con tanta immediatezza la precarietà del nostro vivere e l'incertezza del nostro futuro. E mai ci siamo sentiti tanto lontani da ogni sede decisionale: siamo al punto in cui non siamo più liberi di scegliere chi votare, non più in grado di far sentire la nostra volontà a chi ci governa, di rifiutare leggi inique fatte a vantaggio di qualcuno e a danno di molti. Nemmeno i referendum sono più sufficienti a modificare provvedimenti che contrastano con la volontà della maggioranza degli Italiani.

L’Italia è la culla della norma giuridica, ma la tomba della giustizia. Milioni di leggi e nessun diritto.

Anche la salute è un lusso: 12 milioni di persone vivono in aree gravemente inquinate e mai bonificate. 

E’ in atto una guerra ambientale non dichiarata, a base di sperimentazioni belliche occulte sulla nostra pelle, compresi i terremoti artificiali, innescati per vedere l’effetto che fa. Basta alzare lo sguardo al cielo per rendersene conto. Perfino l’acqua “potabile” è gravemente inquinata.

E’ davvero ingenuo chiedere al sistema di potere che ha generato questa gravissima situazione di riformarsi. La crisi economica è stata fabbricata a tavolino per impoverirci sempre più per portarci allo stremo. Allora, non servono le ricette propinate dai soliti predicatori del nulla. 

L’Italia non ha bisogno di imbonitori che riempiono le piazze per il solito spettacolo. Non c'è niente da ridere. Basta con l'intrattenimento a caro prezzo. 
Sveglia: dobbiamo essere attori di un mutamento epocale, non spettatori passivi, controllati e manipolati.

Per quel che può contare la mia indicazione: sciopero generale ad oltranza per paralizzare tutto il sistema. 

Siamo “cives”, cittadine e cittadini, non marionette da illudere con i bagni di folla. Occorre rinunciare ai gretti egoismi quotidiani, perché a breve, questo illusorio benessere svanirà.

Libertà, democrazia e giustizia sociale vanno conquistate con determinazione, pacifismo e nonviolenza. 

“Quando i poteri pubblici violano le libertà fondamentali e i diritti garantiti dalla Costituzione, la resistenza all’oppressione è un diritto e un dovere del cittadino”

parola di Giuseppe Dossetti, uno dei padri costituenti 


“Sono le azioni che contano. I nostri pensieri per quanto buoni possano essere sono perle false fintanto che non vengono trasformati in azioni. Sii il cambiamento che vuoi vedere avvenire nel mondo” 

Mohandas K. Gandhi

giovedì 14 febbraio 2013

VOTO GANDHI di Gianni Lannes dal sito su la testa

VOTO GANDHI

 di Gianni Lannes

Guerra agli umani e violenza alla natura!

C'è un'aggressività che ci tiene lontani gli uni dagli altri e dai problemi con cui dobbiamo confrontarci.
Più che di macchine e tecnologia all'ultima moda abbiamo bisogno di umanità!

Sono verso non contro...
Sono per unire non per dividere...
Sono per la chiarezza non per la confusione...
Sono per il coraggio
non per la codardia.
Come sempre la verità fa paura e cercano di ucciderla in tutti i modi.
Lo Stato tricolore trama nell'ombra e si ammanta di segreti, perché risponde ad un sistema di potere che usa le forze "politiche", partiti, sindacati, movimenti, fazioni, lobbies.

Nessuno ha la ricetta ma solo mero tornaconto personale.
Nessuno inquadra i veri problemi che attanagliano l'Italia: mancanza di sovranità in tutti i sensi, ingiustizia sociale galoppante, avidità imperante.

La politica è fare il bene comune, non altro.
Fino a quando saremo divisi in tifosi, fans, adepti, seguaci, PASSIVI, ETERODIRETTI, prevarrà la violenza e la stupidità. 
Dubitate di chi blatera di "democrazia diretta" e dal "basso".

Per dirla con Albert Einstein: "La mente è come un paracadute. Funziona solo se si apre".
 Ci trattano come analfabeti: mettete una croce qui sui candidati imposti dal sistema. Ripeto: ingenuo credere al sistema di riformarsi. Con queste elezioni antidemocratiche in base ad una legge palesemente incostituzionale si perderà ancora tempo, si faranno altri buchi nell'acqua e nella sabbia. Guardiamo alla realtà, non lasciamoci turlupinare dalle illusioni di chi lobotomizza quotidianamente il nostro pensiero.

Cosa ha prodotto l'Italia nell'ultimo decennio sul piano culturale ed umano? Il vuoto, anzi il nulla. Dov'è sepolta la gioia di vivere? Il Belpaese sta diventando sempre più una discarica industriale a cielo aperto ed una prigione.
 
Così, tanto va lo schiavo alle urne che si crede cittadino.
Andiamo alla radice delle cose, perché qui c'è l'essere umano, senza sovrastrutture, senza schemi artificiali di condizionamento. Usate la vostra intelligenza ed ascoltate il cuore, non le promesse mai mantenute da chi esercita il dominio senza pietà.
L'Italia ha bisogno di altruismo, umiltà e generosità. Sta a noi liberarci dalle catene.

Non ci sono altre altre strade: i regimi si abbattono per conquistare libertà, democrazia e giustizia sociale.

Allora, io voto Gandhi e adotto la sua marcia del sale... 

giovedì 10 gennaio 2013

Destra Sinistra e Centro: l’inganno pseudopolitico continua di Eugenio Orso, Anatolio Anatoli e il compagno pollpot

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                                Giuramento della Pallacorda (20 giugno 1789)
La distinzione fra Destra e Sinistra, fra le quali se ne sta il Centro politico, origina dallo schierarsi in senso fisico dei delegati nell’Assemblea Nazionale Costituente francese, nata ufficialmente il 9 luglio 1789 dagli Stati Generali, qualche giorno prima della presa della Bastiglia. Aristocrazia (secondo stato) e Clero (primo stato), per la classe alta, a destra, Terzo Stato a sinistra. E se i rappresentanti delle classi si fossero schierati diversamente? Si sarebbero invertite le parti, perché oggi la destra sarebbe la sinistra e la sinistra la destra, e uno come Robespierre lo dovremmo considerare “di destra”. Ma il centro se ne starebbe pur sempre nel mezzo.
Destra Sinistra e Centro si affrontano ancora una volta nella campagna elettorale italiana.
Bene! Anzi, male! O meglio, malissimo!
L’apparato mediatico al servizio di questo capitalismo fa credere che Monti è di Centro (aporeticamente cattolico e neoliberale nello stesso tempo), Bersani è di Sinistra (o di centro-sinistra, secondo le specifiche esigenze elettorali e gli apparentamenti) e Berlusconi è di Destra (o di centro-destra, autodefinendosi il cav un moderato e un liberale).
E’ tutto falso. Non ci sarebbe neppure bisogno di dirlo, se non fosse che gli idioti manipolati abbondano, e predomina un tipo umano ammaestrato che ha smarrito (per sempre?) la coscienza politica e sociale.
Fuorviati dalla propaganda sistemica, abbagliati e depistati dai media, condizionati e orientati dai sondaggi, gli elettori – cioè quelle masse impoverite, drammaticamente reali, che diventano per l’occasione corpo elettorale, nella necessità di delegare ancora una volta il potere al Sovrano – in assoluta maggioranza credono che queste entità fantasmatiche esistono veramente, rappresentando alternative concrete ciascuna alle altre contrapposta sulla scena politica.
Perciò, Monti è di Centro, anche se lui stesso si vende come (fervente?) cristiano di matrice cattolica e (neo)liberale nello stesso tempo, cacciando chi dovrebbe valutarlo per dargli il voto in una strada senza uscita, che poi è quella dell’aporia. Bersani è di Sinistra perché nella brutta copia dell’agenda politica euromontiana, da lui agitata in campagna elettorale, ci sono tracce appena percettibili di laburismo. Berlusconi è di Destra e per di più populista, pur autodefinendosi moderato e democratico liberale, anche se finora si è ben guardato dal contrastare efficacemente le imposizioni programmatiche dell’unione europoide e i voleri della classe dominante globale, della quale non fa parte. Ma per gli imbecilli che parteciperanno alla sceneggiata prossima ventura come tifosi sui campi di calcio –gran ludo e rito, di un sistema apparentemente solidissimo, che si confonde con la calciomania – Monti è il Centro (nell’aporia cristiano-neoliberista che lo contraddistingue), Bersani è la Sinistra (per le tracce appena percettibili di laburismo postmarxista) e Berlusconi è la Destra (con l’aggravante di un certo populismo antidemocratico).
La contrapposizione simulata diventerà convincente, per i tantissimi idios che non potranno non cadere nella trappola, e lo Spettacolo della tenzone fra le tre grandi fazioni, evocate in occasione della chiamata alle urne, sarà così assicurato ancora una volta.
Peccato che la politica italiana è decisa altrove, fuori da questo paese, e chi vincerà il prossimo appuntamento elettorale sarà il mero esecutore di politiche economiche, sociali e finanziarie nate da una sola matrice: quella sopranazionale europoide e globalista.
Il corpo elettorale idiotizzato terrà finalmente conto di questo piccolissimo particolare che sposta completamente l’angolo visuale e rivela l’inganno, riuscirà a vedere oltre lo schermo che trasmette lo Spettacolo, dopo anni e anni di miopia quasi assoluta?
Sicuramente no, perché ciò che si fa prevalere in tali circostanze, assorbendo la totale attenzione degli elettori, è il rituale scontro senza effettività politica e sociale, senza riflesso alcuno sui programmi effettivamente applicati, fra Destra Sinistra e Centro. Le tre entità fantasmatiche, suscitate come spiriti depistanti otto-novecenteschi in campagna elettorale, si materializzeranno esclusivamente in funzione del rito elettoralistico, diventando sempre più reciprocamente conflittuali man mano che si avvicinerà l’appuntamento delle urne.
Quando il rituale si esaurirà, a urne aperte e schede contate, i fantasmi di legittimazione politica otto-novecenteschi Destra Sinistra e Centro inizieranno improvvisamente a dissolversi, cesseranno le rivalità esasperate dalla campagna elettorale e si formerà un governo sottomesso ai poteri esterni, come e più dei precedenti Monti I, Berlusconi IV e Prodi II. Un esecutivo fantoccio espressione di quella Dittatura Indiretta Sopranazionale della Classe Globale che è la vera sostanza politica e l’esito della democrazia liberale.
A poco serve che Monti, davanti all’incauta richiesta del pd bersaniano di una futura collaborazione dopo il voto, dichiari che parlare oggi di alleanze (in pieno Spettacolo elettorale) è prematuro. Questa collaborazione fra parti fintamente contrapposte ci sarà, se lo richiederanno le circostanze, a urne aperte e seggi assegnati, per continuare nell’applicazione pedissequa dell’agenda euromontiana. Monti non sta togliendo le castagne dal fuoco a Berlusconi, con l’appoggio alla candidatura di Albertini in Lombardia, come sembra sospettare Bersani, il quale si scopre fino al punto di ammettere che nel dopo elezioni chiederà la collaborazione di Monti e dei centristi, accampando la scusa dell’apertura di un dialogo con le forze moderate. Monti sta interpretando la sua parte di capo del Centro abbastanza bene, respingendo le premature avances di Bersani e cercando di limitarne i quozienti elettorali, perché così mostra al suo pubblico che corre per vincere, fingendo che la corsa non è truccata e il suo esito non è predeterminato. Bersani, invece, rivela di essere un po’ imprudente, tendendo la mano a Monti e al Centro anzitempo. Rischia così di perdere i voti di coloro i quali credono che lui, con la Sinistra, rappresenti una concreta alternativa a Monti e al suo Centro. E sì che la Sinistra è maestra, non da ieri, nell’ingannare le masse, predicando talora in senso laburista (ma con molta moderazione) per poi appoggiare senza riserve o addirittura eseguire in prima persona i massacri sociali neoliberisti!
In questa campagna elettorale c’è però qualcosa che sfugge un pochino al controllo elitista-finanziario, solitamente ferreo, introducendo qualche elemento di incertezza, potenzialmente destabilizzante, nello Spettacolo.
Il primo elemento è Berlusconi stesso, già citato come capo della Destra. Berlusconi potrebbe esagerare con il populismo, rischiando involontariamente di rompere certi tabù come l’appartenenza all’unione, l’eterna permanenza nell’euro, la concordia forzata fra i popoli e i governi europei, con particolare riguardo per i rapporti con la Germania. In che circostanze lo farà? Soltanto in circostanze per lui e per il suo patrimonio totalmente sfavorevoli, o se attaccato con decisione e minacciato nei suoi interessi vitali e patrimoniali dai Signori della mondializzazione finanziaria. Sicuramente questa ipotesi non è troppo probabile, ma se si verificherà potrà dare una grossa mano alla destabilizzazione sistemica, e non certo alla stabilizzazione del potere vigente, aprendo nuovi scenari almeno per l’Italia (uscita dall’euro?).
Il secondo elemento è Grillo, che si muove con le sue liste al di fuori dell’usuale schema Destra Sinistra e Centro. Grillo, fin qui non citato perché non rientra nel copione che solitamente anima lo Spettacolo elettorale, molto difficilmente potrà conseguire quozienti tali da consentirgli di governare. Anzi, forse si piazzerà non al secondo, non al terzo, ma soltanto al quarto posto, subito dopo il Centro di Monti. In tal caso la sua opposizione parlamentare conterà ben poco, e il suo movimento rischierà in tempi brevi di finire stritolato negli ingranaggi del sistema.
Infine, quale sarà l’esito più probabile delle prossime politiche, alla fine dello Spettacolo elettorale, a meno di clamorosi imprevisti?
Per quanto si può ipotizzare al momento attuale, la Sinistra, al primo posto per voti e seggi, cercherà la collaborazione di un Centro impossibilitato a vincere, perché da sola non riuscirà a conquistare la maggioranza al senato. Berlusconi, con buone probabilità, pur sconfitto riuscirà a impedire una maggioranza troppo ampia della Sinistra (che è quel che desidera anche Monti), minacciando di trasformare in un Vietnam il senato. Così, il Centro interverrà per consentire il governo del paese supportando la Sinistra, dividendo con questa le responsabilità dell’esecutivo. Ciò significherà, nel concreto, la continuazione dell’agenda Monti, proprio come richiesto dalle entità sopranazionali euroglobaliste.
In fede

Eugenio Orso
Anatolio Anatoli
Il compagno pollpot
da pauperclass

martedì 9 ottobre 2012

SOVRANITA' & DEMOCRAZIA al fianco del POPOLO DEI FORCONI SICILIANI

LINEE PROGRAMMATICHE DI BASE DE ” IL POPOLO DE I FORCONI ”


Presentiamo le linee programmatiche ispiratrici della futura azione politica dei Forconi convinti comunque che è la qualità etica degli uomini, ancor prima dei programmi, l’
ingrediente indispensabile per cambiare i destini della Sicilia. Noi non possiamo fare promesse tranne che una: continueremo a lottare sempre, senza quartiere, con impegno e sacrificio per ridare dignità e benessere al Popolo siciliano, con
sapevoli che gli uomini migliori della nostra Madre Terra non si trovano nelle segreterie politiche e tra le servitù clientelari dei partiti, ma ai loro posti di lavoro dentro e fuori casa o nelle strade, a lottare con orgoglio per il proprio futuro e ad affermare senza paura i propri diritti.La lotta del Movimento Politico dei Forconi è primariamente una lotta per riaffermare nella società la dignità e la centralità dell’essere umano contro ogni forma di sopraffazione, fisica, morale od economica. Riteniamo a tal fine indispensabile che vengano ripristinata una vera democrazia e la sovranità popolare; intendendo la sovranità nel senso più ampio del termine: monetaria, alimentare, politica, territoriale, dei beni ambientali ed energetici. Non ci rassegniamo, né mai ci rassegneremo, a diventare schiavi passivi di un sistema politico-finanziario gestito da oligarchie transnazionali che per mezzo di meccanismi speculativi perversi stanno impoverendo senza scrupoli popoli e nazioni.

Debito pubblico, pareggio di bilancio, fondo “salva stati”, meccanismI di “stabilità, troike finanziarie non hanno per noi alcun senso dal momento che servono solo a garantire la “stabilità”, i bilanci, la salvezza e le ricchezze di quelle elitès e lobbies finanziarie neoliberiste che pur rappresentando meno dell’1% della popolazione vivono lucrando ed impoverendo il restante 99% dell’Umanità.
La nostra lotta sarà una lotta di dignità e di legalità. Ad iniziare dalla reale ed integrale applicazione dello Statuto Autonomo Siciliano così come sancito dalla Costituzione Italiana; non è per noi un tabù affermare che ove lo Stato centrale non dovesse riconoscere al Popolo Siciliano il diritto alle prerogative amministrative e finanziarie previste dallo Statuto, la Lotta dei Forconi potrebbe abbracciare anche le istanze mai sopite dell’ Indipendentismo Siciliano.
L’azione dei Forconi sarà volta ad ottenere nella vita politica siciliana:
LA TRASPARENZA di ogni atto amministrativo e finanziario dell’amministrazione regionale con pubblicazione immediata e motivata su internet di ogni azione di governo ( nomine, spese, consulenze, rimborsi, attività dei parlamentari ecc..).
L’EQUITA’ SOCIALE con abolizione totale dei privilegi (vitalizi, rimborsi, auto blu, benefit di vario tipo) e riduzione sostanziale degli emolumenti dì deputati, consulenti ed amministratori della cosa pubblica di nomina “politica”. Reinvestimento vincolato delle somme così risparmiate a favore dell’ISTRUZIONE , della formazione professionale e dell’inserimento lavorativo delle classi sociali più svantaggiate.
IL CONTRASTO AL SISTEMA CLIENTELARE politico-affaristico-mafioso mediante normative che prevedano:
a) la SBUROCRATIZZAZIONE ed esemplificazione delle procedure amministrative; la responsabilità diretta dei funzionari regionali che non esitino nei tempi previsti le istanze dei cittadini; l’abolizione di tutti gli enti e commissioni parassitarie inutili ed improduttive; l’esemplificazione normativa e la tutela delle Aziende.
b) la TRASPARENZA DELLE NOMINE, nelle amministrazioni e partecipate regionali, che dovranno essere preferenzialmente espletate mediante pubblico concorso che garantisca meritocrazia e pari opportunità;
c) una severa LEGISLAZIONE ANTICORRUZIONE e la limitazione dei mandati al Parlamento Regionale.
d) LA REALE TUTELA DELLA SEGRETEZZA del voto elettorale nelle operazioni di scrutinio;
e) IL SUPERAMENTO del precariato mediante qualificazione professionale mirata, con riserva di posti nei pubblici concorsi ed incentivi economici e fiscali per chi sceglie l’imprenditoria personale.
f)Il divieto di attribuzione di incarichi e consulenze a soggetti già in pensione o a “trombati” nelle elezioni;
h)IL DIVIETO DI SUBAPPALTO NELLE GARE PUBBLICHE con preferenza verso le associazioni di imprese.
IL RILANCIO DELL’ECONOMIA INTERNA mediante:
a) NORME SEVERE a tutela dei produttori su origine, qualità, tracciabilità e costi all’origine dei prodotti agroalimentari. Revisione delle politiche comunitarie penalizzanti la pesca e l’agroalimentare siciliano.
b)L’ ADOZIONE DI UNA MONETA COMPLEMENTARE SICILIANA PER IL RILANCIO DEI CONSUMI INTERNI e l’attribuzione di un reddito minimo da cittadinanza per studenti e cittadini con reddito basso o nullo.

c) LA COSTITUZIONE DI BANCHE DI CREDITO COOPERATIVO per il finanziamento non speculativo alle imprese. Stimolo al mutuo soccorso, al volontariato, alla costituzione di banche etiche per il microcredito alle famiglie. Promozione fiscale della partecipazione dei lavoratori agli utili aziendali.
d)LA FORMAZIONE PROFESSIONALE da effettuarsi direttamente presso le piccole e medie imprese industriali, artigianali, turistiche e commerciali, mediante forme di convenzione tra aziende e Regione; l’ incentivazione fiscale per le ditte che assumono il personale formato .
e) L’INTEGRAZIONE SINERGICA TRA TURISMO, INTRATTENIMENTO, ARTE, CULTURA, ISTRUZIONE e BENI ARCHITETTONICI con incentivazione fiscale e sostegno infrastrutturale e pubblicitario alle iniziative che oggettivamente riescano a creare attrazione turistica, fruibilità e conservazione delle risorse culturali ed artistiche dell’Isola.
f) IL SOSTEGNO ALLA RICONVERSIONE DEI GRANDI CENTRI COMMERCIALI in complessi congressuali, fieristici, turistici, sportivi ed alberghieri di dimensioni adeguate a sostenere eventi di respiro euro-mediterraneo per la promozione del commercio, degli scambi culturali, scientifici e dei grandi eventi sportivi.
g) LA PROMOZIONE DELL’AUTONOMIA ENERGETICA ECO COMPATIBILE DELLE AZIENDE.
h)LA RIVISITAZIONE DELLA LEGISLAZIONE INERENTE I PARCHI REGIONALI E LE RISERVE NATURALI,finalizzata ad abolirne la gestione politica parassitaria e ad incentivare la fruibilità turistica ecosostenibile del patrimonio ambientale oltre che una limitata e controllata attività venatoria ad impronta etica e a scopo di riequilibrio faunistico; Selezione e riqualificazione tra il personale forestale al fine di adibirlo al controllo di parchi e riserve, sinergicamente al volontariato delle Associazioni Ambientaliste.
L’EQUITA’ FISCALE, mediante:
a)LA NON TASSABILITA’ ed impignorabilità della prima casa e dei mezzi di lavoro.
b)L’ABOLIZIONE DEL SISTEMA DI RISCOSSIONE terroristico ed usuraio di SERIT con attribuzione delle attività di riscossione ai comuni e municipalità mediante utilizzo del personale in esubero derivante da enti improduttivi e secondo norme che tutelino il contribuente in difficoltà economiche. Moratoria sulla riscossione e pignoramenti per famiglie e aziende in documentato stato di crisi economica.
c) LA NOMINA DI UNA COMMISSIONE DI INCHIESTA SULLO SPRECO DEL DENARO PUBBLICO CON AZIONE RISARCITORIA OBBLIGATORIA NEI CONFRONTI DEGLI AMMINISTRATORI CHE L’HANNO DETERMINATO.
d) DETRAIBILITA’ DI TUTTE LE SPESE EFFETTUATE CON TASSAZIONE PROGRESSIVA SOLO SUL REDDITO RESIDUO RIMANENTE.
LA VALORIZZAZIONE DEL PUBBLICO IMPIEGO con:
a)ADEGUAMENTO DEI LIVELLI RETRIBUTIVI ATTUALI mediante integrazione con moneta complementare siciliana;
b)RIDEFINIZIONE DEGLI ORGANICI , QUALIFICAZIONE DEL PERSONALE E PARI OPPORTUNITA’ DI CARRIERA.
IL RIPRISTINO DI UNA VERA DEMOCRAZIA
Mediante lo studio sulla possibilità di utilizzare le tecnologie informatiche per giungere ad una democrazia diretta e partecipata che preveda il reale esercizio di referendum abrogativi e propositivi per le leggi di iniziativa popolare.
LA TUTELA DEL TERRITORIO E LA PREVENZIONE DEL RISCHIO SISMICO ED IDROGEOLOGICO
Mediante LA BONIFICA AMBIENTALE, IL MONITORAGGIO E PREVENZIONE DELL’INQUINAMENTO NELLE AREE INDUSTRIALI; IL RECUPERO, RICICLO E VALORIZZAZIONE DEI RIFIUTI.
LA REVOCA DELLE AUTORIZZAZIONI ALLA COSTRUZIONE DEL M.U.O.S.
Ricognizione ed investimenti prioritari per la messa in sicurezza degli edifici scolastici e delle aree a rischio di frane ed inondazioni.
LA VALORIZZAZIONE E CONSERVAZIONE DEL PATRIMONIO IMMOBILIARE PUBBLICO INUTILIZZATO
Mediante assegnazione in comodato gratuito con obbligo di manutenzione (anche paritetica), da assegnare preferenzialmente ai giovani, alle donne, alle cooperative ed alle associazioni O.N.L.U.S.
LA VALORIZZAZIONE DEI GIOVANI LAUREATI , RICERCATORI ed INVENTORI SICILIANI
Mediante il finanziamento di un Istituto autonomo per la ricerca e lo sviluppo di idee, brevetti e modelli di utilità, soprattutto nell’ambito della riduzione della dipendenza dai combustibili fossili.
LA TUTELA DELA SALUTE mediante
a)L’ERADICAZIONE DELL’INGERENZA POLITICA NELLA GESTIONE DELLA SANITA° (scelta dei Primari).
b)LA LOTTA CAPILLARE AGLI SPRECHI (iperaquisti di macchinari e materiali che vengono fatti scadereI:
c) REINVESTIMENTO DEI RISPARMI OTTENUTI PER LA RIDUZIONE DI TICKETS E AUMENTO DI SERVIZI.
Quanto sopra non è, e non può essere esaustivo e conclusivo, dei mille problemi che affliggono la Sicilia. Ulteriori contributi troveranno spazio nel programma definitivo che sarà reso pubblico nelle prossime settimane.
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